Grosseto — L’eventuale ingresso della cucina italiana nella lista dei patrimoni immateriali dell’Unesco potrebbe rappresentare una spinta decisiva anche per l’economia enogastronomica della Maremma. Ne è convinta la Fiepet, l’associazione dei pubblici esercizi di Confesercenti, che vede nel riconoscimento una leva capace di rafforzare ristorazione, filiera agricola e turismo del gusto.
di Maria Lucia Ferragina
Secondo Confesercenti Grosseto, i flussi dei visitatori stranieri nei locali italiani sono in costante aumento e la tendenza si riflette anche sul territorio provinciale, dove la proposta culinaria sta diventando uno degli elementi più attrattivi. Le stime dell’associazione parlano di una possibile crescita nel settore compresa tra il 6% e l’8% nei primi anni dall’eventuale riconoscimento, per poi stabilizzarsi su incrementi più moderati.
Per le imprese maremmane significherebbe maggiore visibilità internazionale, un aumento delle prenotazioni in alta stagione e lo sviluppo di percorsi che connettano ristoranti, cantine e borghi dell’entroterra. Per questo Confesercenti suggerisce interventi mirati: percorsi enoturistici integrati, formazione orientata all’accoglienza globale, strategie di comunicazione condivise e sostegno al tortello maremmano nel percorso verso l’Igp.
“La nostra identità gastronomica è già oggi un valore distintivo” afferma Massimiliano Mei, vicepresidente provinciale di Confesercenti. “Se arriverà il riconoscimento Unesco, dovremo essere pronti a trasformarlo in sviluppo reale”.
Tag: Grosseto Last modified: Novembre 22, 2025


