Grosseto, (Venerdì, 23 Gennaio 2026) — La produzione di miele 2025 in Maremma si è conclusa senza grandi problemi, ma il settore apistico si trova a fronteggiare sfide sempre più complesse.
di Maria Lucia Ferragina
A fare il punto è Stefano Rossi, titolare dell’Apicoltura Rossi di Grosseto, che sottolinea come i dati positivi non debbano far trascurare le difficoltà strutturali che stanno cambiando profondamente l’attività.
“È stata una stagione regolare – spiega Rossi – senza picchi eccezionali, ma neppure motivi di preoccupazione”. La sua azienda ha radici storiche: nata negli anni ’60 nel Casentino, con ‘La Mieleria Rossi Novaro’, fondata dal padre appassionato di api e natura incontaminata.
Oggi, però, il settore deve fare i conti con nuovi predatori come il calabrone orientale e la vespa velutina, che minacciano direttamente le api e la produzione di miele. A questo si aggiungono cambiamenti nella flora: alcune specie vegetali producono meno nettare, riducendo la capacità produttiva delle api.
Per Rossi manca un supporto scientifico strutturato: “Gli apicoltori hanno esperienza sul campo che può integrare studi seri e continui. Le api sono sentinelle ambientali: ascoltare chi lavora con loro è fondamentale per comprendere i mutamenti in atto e intervenire prima che diventino irreversibili”.
Tag: Grosseto Last modified: Gennaio 23, 2026


