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La lettera dell’infermiera della Misericordia che racconta la sua storia di gratitudine e orgoglio

Grosseto (Giovedì, 17 luglio 2025) – Un semplice “grazie” che racchiude tutta la riconoscenza di una figlia e di un’infermiera. Laura Santini, da oltre trent’anni in servizio all’ospedale Misericordia di Grosseto, ha voluto rendere pubblico il suo ringraziamento ai colleghi che, poche notti fa, hanno soccorso e salvato suo padre, colpito da un malore nella sua casa nell’entroterra maremmano.

di Paola Capitanio

«Un onore per chi è riuscito a trovarlo e portarmelo vivo in ospedale – racconta Santini –. Tra loro una mia collega, Tamara, che ha fatto “solo” il suo lavoro, ma quel lavoro non era un gesto qualsiasi: stava salvando il mio babbo». Dietro ai numeri del 118 e ai nomi delle unità operative, dice l’infermiera, «ci sono volti, mani, persone che meritano di essere ringraziate una ad una».

Dalle prime cure in Pronto Soccorso al trasferimento in Terapia Intensiva Cardiologica (Utic), fino al reparto di Cardiologia, la testimonianza di Santini si fa racconto corale di professionalità e umanità. «Mi hanno accolta con cortesia e attenzione – spiega –. Un cardiologo, educato e rispettoso, mi ha chiamato “collega” e ci ha spiegato la situazione trasmettendoci sicurezza. Lui stesso ha spinto il letto di mio padre fino all’Utic. È da come ci si rapporta a un anziano che si misura la grandezza di un uomo».

Dopo giorni di paura, il padre di Laura Santini è ora fuori pericolo. Ma resta, sopra ogni cosa, la gratitudine per chi ha saputo prendersi cura non solo del paziente, ma anche della sua famiglia. «Grazie – conclude l’infermiera – per avermi fatto sentire orgogliosa di far parte di questo popolo silenzioso che si spende, ogni giorno, senza clamore, in difesa della vita».

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Last modified: Luglio 18, 2025
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